Il Patrono

Stefano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, è il protomartire cristiano, è stato, cioè, il primo ad aver dato la vita per testimoniare la propria fede e per la diffusione del Vangelo.

Il racconto del suo martirio ci viene dagli Atti degli Apostoli dove appare evidente sia la sua chiamata al servizio dei discepoli che il suo martirio, avvenuto per lapidazione, alla presenza di Paolo di Tarso (Saulo) prima della conversione.

Secondo una tradizione dai contenuti leggendari, nel 415, un sacerdote di nome Luciano ritenne di aver trovato il corpo di Stefano vicino Gerusalemme dopo aver avuto in sogno l’indicazione del luogo della sepoltura. La tradizione si diffuse ben presto nel mondo latino e greco e si ebbe una vasta proliferazione di reliquie erroneamente attribuite a Stefano, ma che ne diffusero in maniera straordinaria il culto. In particolare, una parte di queste reliquie venne portata a Minorca, nelle Baleari, e nell’occasione i cristiani dell’isola, forse per desiderio di vendicare la morte del martire, diedero vita ad una feroce persecuzione contro gli ebrei ivi residenti.

Le storie avventurose del ritrovamento del corpo (“invenzione”), della sua prima traslazione a Costantinopoli e della seconda traslazione a Roma, sono lungamente raccontate nella Legenda Aurea.